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venerdì 20 marzo 2026

Come smettere di scegliere lo stesso tipo di uomo e guarire l'attaccamento ansioso

 


Forse hai già letto qualcosa sull'attaccamento ansioso. Sai cos'è, almeno in teoria. Eppure continui a sentirti così: in attesa di un messaggio che non arriva, con quel nodo allo stomaco ogni volta che lui non risponde subito, con la sensazione di essere "troppo" — troppo bisognosa, troppo presente, troppo intensa.

E allora ti chiedi: se so già cos'ho, perché non riesco a cambiare?

Questa è la domanda onesta. Ed è la domanda giusta. Perché capire l'attaccamento ansioso non è la stessa cosa che guarirlo. Sono due processi completamente diversi — e confonderli è uno degli errori più comuni che si fanno in questo percorso.

In questo articolo ti porto dentro il tema con rispetto e senza semplificazioni. Troverai le cause vere, i meccanismi che lo tengono in vita, e soprattutto come si lavora davvero per uscirne.

martedì 12 marzo 2024

Dipendenza Affettiva

La dipendenza all'interno di una relazione di coppia di per sé non è patologica. E’ un passaggio normale, in particolare durante le prime fasi dell’innamoramento e della conoscenza, dove si manifesta un certo grado di dipendenza affettiva e fusione con il partner. Il desiderio di dipendenza dovrebbe diminuire con lo stabilizzarsi del rapporto lasciando nella coppia una piacevole percezione di autonomia.

La dipendenza affettiva disfunzionale è invece uno stato patologico in cui "la relazione di coppia è vissuta come condizione unica, indispensabile e necessaria per la propria esistenza. All’altro viene attribuita un’importanza tale da annullare se stessi e non ascoltare i propri bisogni. Tale meccanismo viene perpetuato per evitare di affrontare la paura più grande: la rottura della relazione" (Ipsico.it).

Quali sono i sintomi della dipendenza affettiva?

lunedì 4 gennaio 2021

L'importanza della comunicazione efficace


Sto notando sempre più spesso che durante alcune terapie mi trovo a dover "tradurre" quello che la persona sta provando ad esprimere. Le parole escono dalla bocca, ma il messaggio di fondo è confuso dietro pensieri e riflessioni che offuscano quello che è il vero sentire della persona. Mi sono chiesta perché questo accade, e la risposta sta diventando più complessa di quello che sembra. 

domenica 2 febbraio 2020

Il percorso di Counseling Psicologico


Il counseling psicologico per me rappresenta un servizio da offrire ai potenziali nuovi clienti, che non hanno bisogno o semplicemente non vogliono, intraprendere un percorso di psicoterapia. La differenza non consiste solo nella durata, ma negli obiettivi che ci si propone di raggiungere. Vediamo insieme qual è il percorso di counseling psicologico che offro e quali sono le caratteristiche principali. 

lunedì 16 dicembre 2019

L'educazione emozionale per ritrovare il proprio benessere


Spesso si parla di "Gestione delle emozioni" e questa definizione l'ho trovata sempre trovata inadeguata. Le emozioni sono un bagaglio biologico che ci portiamo dietro attraverso l'evoluzione della specie, e dunque è qualcosa di estremamente utile per ogni essere umano. 
Le emozioni ci guidano, ci forniscono dei segnali e ci aiutano ad affrontare le situazioni quotidiane o quelle più complesse. 

Per questo ho trovato questa terminologia "Gestione delle emozioni" fortemente limitante rispetto a quello che rappresentano per noi le emozioni. 

martedì 3 dicembre 2019

La paura di impegnarsi in una relazione


Spesso i miei pazienti mi raccontano delle loro "frequentazioni". Sembra che questo termine sia molto di moda, ma in tutta sincerità non lo condivido. 
Quando incontrano qualcuno di interessante, se c'è un'attrazione reciproca, si decide di iniziare una frequentazione. 
Nella frequentazione è concesso comportarsi come se si stesse insieme, come se si fosse una coppia, ma con una serie di limitazioni. Queste limitazioni riguardano principalmente l'espressione dei sentimenti e il sentirsi esclusivamente impegnati l'uno con l'altro/a.

mercoledì 6 marzo 2019

L'incomunicabilità dell'essere: l'adolescente e la sua famiglia


Gli adolescenti sono esseri complicati.
La fase dell'adolescenza è un groviglio faticoso per tutta la famiglia: cambiamenti improvvisi, modalità comunicative nuove, richieste e conflitti, pretese e porte chiuse. La vita familiare diventa difficile e il giovane adolescente sente dentro di sé dei profondi cambiamenti che non sa come gestire. E vi assicuro, che anche da psicologa, non è semplice accogliere un adolescente in difficoltà e la sua famiglia.
In questo articolo provo a portarti con me nel mondo dell'adolescenza.

sabato 19 gennaio 2019

Adotta una comunicazione chiara ed efficace per avere rapporti sereni


La comunicazione è lo scheletro di una buona relazione. Comunicare, significa letteralmente "mettere in comune" e questo riguarda sia le informazioni che scambiamo con l'altro sia la parte emotiva e affettiva che passa nella comunicazione. 
Quali sono gli elementi base per comunicare in modo chiaro ed efficace e costruire relazioni serene?

domenica 16 dicembre 2018

La fiducia nelle relazioni


Nella mia pratica clinica in molti mi chiedono consigli su come costruire o ricostruire la fiducia in una relazione, sia che si tratti di coppia, amicizia o famiglia. La fiducia è un aspetto fondamentale su cui costruire una relazione solida e stretta. 
E' molto più semplice costruire la fiducia che ricostruirla quando si è spezzata, perché la delusione per la mancata fiducia porta con sé una serie di emozioni negative con cui dover fare i conti. 
Per ricostruire un rapporto basato sulla fiducia, è indispensabile essere in due a volerlo, e lavorare in modo molto intenso per raggiungerla. 

La difficoltà di accettare il senso di impotenza


Accettare i nostri limiti è di per sé difficilissimo. Ma credo che la cosa più difficile in assoluto, sia la sensazione di impotenza che si prova di fronte a situazioni in cui non possiamo avere il controllo in alcun modo. 

Sui nostri limiti ci possiamo lavorare, ma in questo caso bisogna semplicemente accettare il fatto di non avere nessun potere in alcune cose. 
La sensazione di non avere il controllo e di non poter fare nulla è accecante, incomprensibile, e anche molto dolorosa. 

Ma accettare non significa essere passivi di fronte alle difficoltà, piuttosto rappresenta un modo costruttivo di viverle. 

Non potremmo mai avere il controllo di tutto, e in alcuni momenti della vita possiamo solo attendere, con atteggiamento paziente, che le cose accadano. Credo fermamente che la strategia migliore, di fronte a cose immutabili, sia proprio quello di essere pazientemente in attesa e in ascolto. Ascoltarsi, ascoltare, vivere il presente come dono, con curiosità e benevolenza. Non serve altro. 

Dott.ssa Roberta Schiazza

domenica 9 dicembre 2018

Ascolta la tua voce interiore e metti da parte le opinioni degli altri


Questa frase è una citazione del grande Steve Jobs, un uomo che dal niente è riuscito a realizzare il suo sogno, e ormai per moltissime persone è diventato fonte di ispirazione. 
Dalle sue frasi traspare in modo chiaro la sua determinazione, il coraggio di uomo che ha costruito il suo grande sogno. 
Frasi come questa le sento risuonare dentro di me, forte e chiaro

Credo che in questo tempo quello che manca a molte persone è la determinazione nel perseguire i propri sogni. Non è detto che sia facile, ma nemmeno impossibile. 

La maggior parte delle persone che si rivolge a me per un supporto psicologico si sentono perse, intimorite dalla vita, svilite e vuote. 
Queste sensazioni sono cresciute dentro di loro perché spesso hanno ascoltato e creduto alle opinioni degli altri. 
"E' troppo difficile per te, non ce la farai"
"Sei sicuro di volerlo veramente?" 
"Non credo che sia la scelta migliore per te"

Frasi come queste sono solo opinioni degli altri, anche se provengono da persone che ci amano. Ma tutto questo "rumore di fondo" non fa altro che affievolire la vostra voce interiore

La prima cosa che cerco di trasmettere ai miei clienti è proprio questo: IMPARA AD ASCOLTARE LE TUE EMOZIONI E LE TUE SENSAZIONI....LORO SONO LA TUA BUSSOLA. 
Lo ripeto sempre, e non mi stancherò mai di farlo. 

Se impari ad ascoltare veramente, a prendere contatto con i tuoi reali bisogni profondi, lasciando da parte le opinioni e idee altrui, riuscirai a trovare da solo la tua strada. 

Dott.ssa Roberta Schiazza
Psicologa Chieti Psicoterapeuta 
www.robertaschiazza.weebly.com

giovedì 6 dicembre 2018

Non esistono soluzioni preconfezionate


Vedo sempre più spesso fantomatici esperti che parlano di soluzioni ai problemi psicologici, alla sofferenza, ai blocchi emotivi, come se stessero dando una ricetta per un dolce. Purtroppo molte persone che stanno attraversando un momento difficile ci credono. Queste ricette per la felicità NON FUNZIONANO. 

martedì 27 novembre 2018

Tante piccole esperienze ripetute portano alla cura


Lo ripeto sempre. Le difficoltà nascono quando durante le primissime esperienze della vita c'è stato qualcosa che non ha funzionato. 
Costruiamo la nostra personalità grazie alle piccole, costanti ed infinite esperienze della vita. Piccole e ripetute sono le parole da sottolineare. 

domenica 25 novembre 2018

Approccio centrato sulla Relazione


Quando scegliere un approccio centrato sulla Relazione?

Nella psicoterapia individuale, quando la persona ha bisogno di sentire che il suo dolore viene compreso, accolto e contenuto. Grazie all'approccio centrato sulla relazione, il paziente potrà fare un'esperienza riparativa: con il terapeuta si verrà a creare una vera sintonizzazione emotiva in cui sentirti ascoltato in maniera aperta e non giudicante, per poter curare le ferite del passato, avere la possibilità di sperimentare il senso di fiducia che ti consente di curare ansia, confusione, blocchi emotivi, in un'ottica nuova. 

martedì 20 novembre 2018

Lo "Spazio Vuoto" del terapeuta


Oggi ti vorrei parlare di quello che chiamo "Spazio Vuoto". 
E' uno spazio che ho creato dentro di me, un posto in cui non metto nulla, ma in cui accolgo tutto
Penso che ogni psicoterapeuta debba averne uno, un luogo dentro di sè, capace di essere sufficientemente vuoto e accogliente, da riservare all'incontro con il paziente e al lavoro terapeutico. 

Me lo immagino vuoto, un luogo silenzioso e caldo. Questo "Spazio vuoto" l'ho creato dentro di me, mettendo da parte i miei giudizi, i pensieri e valori, che potrebbero ostacolare un reale contatto con l'altro. 

Quando incontro un paziente questo spazio lo metto a disposizione per <noi>, quel noi che si crea ad ogni colloquio. 

Lo usiamo insieme: il paziente per raccontarmi tutto di sé, per proiettarci dentro le sue paure, incertezze, speranze, sogni ed emozioni; io lo uso per accoglierlo e per sentire anche le mie emozioni che nascono da quello specifico incontro. 

Lo "Spazio vuoto" assomiglia ad un contenitore, per far sì che il paziente si senta libero di buttarci dentro tutto, nella certezza che verrà contenuto, anche frenato se necessario, ma sicuramente accolto. 
Il contenitore serve anche alle mie emozioni, a tutta una serie di infinite sensazioni che la persona suscita in me, in modo che rimangano dentro uno spazio limitato, a nostra disposizione. 

Il paziente può sfogare le sue emozioni, ma si sente anche protetto, compreso e ascoltato. Io, invece, io...ascolto, ascolto lui e ascolto me. Un prezioso, unico, momento nostro, in cui gli trasmetto un'esperienza: l'esperienza del noi, e contemporaneamente l'esperienza del Sé

Il paziente capisce che può condividere con qualcuno che empaticamente vuole starci nella relazione con lui. E nello starci gli rimanda senso, significato, comprensione. E gli rimanda anche i contenuti delle sue paure, materiale che può essere sopportato e addirittura digerito insieme. 

Dott.ssa Roberta Schiazza
Psicologa e Psicoterapeuta Chieti 

giovedì 1 novembre 2018

Cercare sempre il quieto vivere ti farà vivere inquieto


" Non è poi così importante, ci posso passare sopra"
" Meglio lasciar perdere per non creare tensioni"

Questi atteggiamenti, sul momento, evitano di dare sfogo a reazioni negative, ma in realtà sono mattoni pesanti che a lungo andare daranno vita a un disagio profondo.

giovedì 11 ottobre 2018

Psicoterapia Focalizzata sulla Relazione: il mio approccio






Quando qualcosa non va nella nostra vita, il problema nasce dalla nostra posizione all'interno di relazioni che non ci soddisfano del tutto. Il mio modo di considerare il disagio e la sofferenza psicologica, parte dal presupposto che il problema non è solo nella persona, ma nasce a causa di difficoltà che originano dai contesti di relazione in cui siamo cresciuti e in cui viviamo. 
L'unico modo per guarire e trovare la serenità è ricreare una relazione di fiducia, come una base sicura per riflettere, rileggere e cambiare.

In questo post vi parlo del mio approccio terapeutico, che sto costruendo passo passo dopo anni di formazione, studio e approfondimento. Ho capito che ciò che avevo imparato dalla mia formazione sistemico-relazionale come psicoterapeuta, non mi bastava del tutto, ma avevo bisogno di integrare alcune metodologie per trovare un modo di fare terapia efficace, risolutivo e in cui mi sentissi comoda. 

Contesto e relazioni: ostacolo e risorsa


Il contesto e le nostre relazioni attuali contano tanto nell'aiutarci o meno a vivere serenamente le nostre esperienze.
Per esempio sul lavoro: immaginate una persona molto motivata, con tanta voglia di fare, ma che si trova in un contesto di persone svogliate, che creano anche un clima ostile con relazioni pessime. Beh, è molto probabile che la persona motivata perda entusiasmo e cominci a non essere più felice del suo lavoro. 

Un'esperienza lavorativa ipoteticamente molto produttiva, diventa un'esperienza negativa, che porta la persona a perdere il suo entusiasmo, magari cambiando proprio la visione del mondo del lavoro.

Questo è solo un piccolo esempio di come le relazioni e il contesto attuale possono essere di ostacolo alla riuscita di un'esperienza.

Questo esempio è valido in qualsiasi contesto, nella scuola, nella famiglia, nei rapporti di coppia, nei rapporti di amicizia. 

Credo fermamente nel bisogno di lavorare sul modo in cui la persona si muove nel contesto, sulla posizione che ha nei vari contesti di appartenenza, per potersi liberare da alcuni blocchi psicologici.