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venerdì 8 novembre 2019

Guarire dalla sofferenza


Quando si soffre ci si sente immersi in una spirale, un vortice senza fine di estremo dolore. 
Chi si rivolge a me partendo da uno stato di grande sofferenza mi chiede: "Dottoressa, come si fa ad allontanare questo dolore e ripartire?"

L'unico modo concreto per guarire dalla sofferenza è fare il contrario di quello che mi viene chiesto!
Il dolore emotivo è un segnale che la mente manda per comunicare qualcosa; il modo più sbagliato per approcciare a questo dolore è tentare di allontanarlo. 

Mi piace usare una metafora: "Se sei in macchina e stai guidando e all'improvviso ti trovi davanti un banco di nebbia, che fai? Ti fermi all'improvviso oppure, rallenti ma piano piano lo attraversi?"
La risposta esatta è la seconda! Non ci si può fermare improvvisamente con il rischio di creare un incidente, ma bisogna passare attraverso la nebbia, con un atteggiamento prudente. 

Per la sofferenza emotiva vale lo stesso meccanismo! 
Se stai provando un grande dolore, una difficoltà psicologica, devi avere il coraggio di avvicinarti piano piano a questa sofferenza, viverla pienamente, non rifiutarla, ma al contrario accoglierla e guardarci dentro. 

Questo non è semplice da soli, quando la sofferenza sembra troppo dolorosa; ed è per questo che può essere fondamentale un supporto psicologico, un professionista che in questi passaggi può indirizzarti, sostenerti e aiutarti a conoscere la tua sofferenza e a digerirla. Solo sperimentando pienamente il dolore, passandoci dentro, come ad un banco di nebbia, potrai rivedere la luce del sole!

Dott.ssa Roberta Schiazza
Psicologa e Psicoterapeuta a Chieti
Psicologo Chieti Psicologa Chieti

venerdì 19 luglio 2019

Adolescenza e depressione: aumento del rischio a causa della tv e dei social network


Secondo uno studio condotto presso l'Università di Montreal, c'è un aumento del rischio di depressione in adolescenza a causa dell'uso di social network e televisione. Il possibile problema però non risiede nella quantità di ore che un adolescente passa davanti agli schermi, ma dal confronto con ciò che loro vedono

lunedì 3 giugno 2019

Malattie neurodegenerative e Psicologia: un incontro necessario per migliorare il benessere delle famiglie


L'aspettativa di vita si è allungata di molti anni, e questo è un aspetto positivo, senza dubbio. Il problema è che con l'invecchiamento aumentano anche le percentuali di malattie neurodegenerative
Lo afferma un documento predisposto dagli scienziati dei maggiori paesi dei mondo: USA, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna. Attualmente nel mondo i malati di Alzheimer sono 47 milioni, ma aumenteranno a 135 milioni nel 2050.

mercoledì 6 febbraio 2019

La solitudine ai tempi dei social network


La società sta cambiando, le persone stanno cambiando e il concetto di relazione sta cambiando. Ciò che invece non può cambiare negli uomini è l'strema necessità di comunicare con i propri simili. 
Siamo fatti di relazioni, ne abbiamo un bisogno vitale. 

Con la diffusione dei social network, inizialmente, ho avuto la sensazione di potermi relazionare di più e con più persone. Ma ora, dopo alcuni anni, penso la stessa cosa? 

domenica 4 novembre 2018

Il blocco psicologico come occasione di grande movimento interiore


Molte persone soffrono perché si sentono ferme nelle loro vite, immobili mentre il tempo passa intorno a loro.
Come se la sola cosa importante fosse la produttività, il fare le cose, il raggiungere degli obiettivi.

La cosa più importante secondo me è COME si sta fermi, in quale momento specifico della vita avviene questo "blocco" e quale significato può avere.
Di solito un blocco rappresenta un'immobilità di fronte a situazioni che la persona non comprende, un sentirsi non capaci di affrontare le avversità, per cui ci si ferma, immobili. E' una sorta di soluzione temporanea, un blocco che impedisce l'ansare avanti, il fare, ma anche il tornare indietro.

Evolutivamente probabilmente ha un senso logico, dev'essere vitale sapersi fermare nella vita. Capire quando fermarsi per poter riflettere e andare avanti.
Un blocco psicologico che impedisce di fare le cose, di andare avanti nella vita, può riguardare molti aspetti diversi:

- Difficoltà nell'autostima
- Scarse risorse di coping per fronteggiare le difficoltà
- Paura dell'incertezza verso il futuro
- Avvertire scarso sostegno emotivo
- Difficoltà nel comprendere le proprie emozioni
- Insoddisfazione rispetto a scelte del passato e future

Molte infatti possono essere le ragioni di un blocco psicologico, ma tutte sono accumunate da un bisogno profondo di comprensione, un necessario momento di approfondimento per riuscire a ritrovare la voglia di andare avanti.
Chiedersi cosa ci turba profondamente della nostra vita richiede un esame interiore a volte difficile e impegnativo, ma le scoperte che ne derivano portano grande soddisfazione.

Dott.ssa Roberta Schiazza www.robertaschiazza.weebly.com
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lunedì 15 agosto 2016

Una storia di non amore: la relazione con persone Borderline

Mi sono trovata molte volte in studio persone distrutte per la fine di un rapporto, sentimentale o di amicizia, con una persona con tratti borderline. Il sentimento che accompagna chi si rivolge a me è di sentirsi sbagliati, negativi, estremamente confusi.
Mi raccontano di amori o amicizie molto coinvolgenti che ben presto si trasformano in camminate sulle uova. Questa è la sensazione tipica: aver paura di sbagliare. Ma come mai persone che non hanno un disturbo arrivano da me con questi vissuti emotivi?

venerdì 5 agosto 2016

Come riprendersi dalla fine di una storia

La fine di una storia d'amore è un passaggio doloroso e difficile da elaborare, soprattutto quando la decisione arriva dall'altra persona e si è costretti ad accettarla. Può accadere che l'altro non dia delle spiegazioni, e questo lascia un vuoto ancor più grande. Si cercano spiegazioni, motivi validi, colpe e responsabilità ... ma tutto questo non fa altro che alimentare il dolore. Cosa fare quindi, quando finisce una storia?

domenica 15 maggio 2016

Le 5 fasi per elaborare la perdita

 
La perdita di una persona cara, la fine di una relazione di coppia, la fine di qualsiasi relazione in cui si sono provati dei sentimenti di forte vicinanza affettiva ed emotiva, portano molto dolore.
Spesso si tende a minimizzare la fine di una relazione, come qualcosa che capita, che è normale. Ma l'intensità del rapporto può portare a vivere la perdita come un vero e proprio lutto. Questo è confermato anche dalle varie fasi di elaborazione della perdita che sono simili a quelle che le persone attraversano dopo un lutto, vediamole insieme.

venerdì 27 marzo 2015

3 Modi per allenarsi alla Felicità


La Felicità è una delle emozioni di base che accompagna l'individuo durante tutta la sua storia. Siamo dunque predisposti biologicamente a riconoscere e sperimentare la felicità e possiamo allenare il nostro cervello a sperimentarla. 
Gli psicologi di Harvard hanno condotto degli studi riguardo la psicologia positiva e sulla possibilità appunto di eseguire degli esercizi quotidiani per allenarsi alla felicità :D

I 3 esercizi per allenarsi alla felicità sono:

lunedì 5 gennaio 2015

Elaborare il lutto


Il lutto è un'esperienza umana che fa tristemente parte della vita di ogni persona. E' una dolorosa esperienza di separazione dalle persone importanti, accompagnata da una reazione emotiva, che differisce da persona a persona. 
Chiunque ha vissuto questa inevitabile esperienza e si è trovato a sperimentare un'insieme di sensazioni ed emozioni devastanti, che minano la serenità, portando a volte anche a delle conseguenze a lungo termine. Quali sono le reazioni ad un lutto? I tempi per superare il dolore? I bambini come possono essere aiutati?


martedì 8 luglio 2014

Test di autovalutazione della depressione



Vi propongo un breve test di autovalutazione della depressione. Questo test è molto semplice, e può fornire un'idea generale sul livello di depressione sperimentato dalla persona. Non è ovviamente esaustivo ai fini di una diagnosi precisa ma può dare indicazioni se il livello dell'umore è eccessivamente basso e dunque è necessario richiedere un consulto psicologico approfondito.


Di seguito è riportato il Test di Autovalutazione


__________________________________________

TEST DELLA DEPRESSIONE DI ZUNG
Istruzioni: Leggi attentamente ciascuna delle 20 frasi elencate qui sotto: in che misura ciascuna di esse descrive come ti sei sentito nel corso di quest'ultima settimana? Ti sei sentito così "mai o raramente", "qualche volta", "spesso", "quasi sempre"? Per ogni frase segna il punteggio relativo alla tua risposta su di un foglio a parte.


Mai
Qualche
volta
Spesso
Quasi
sempre
1
Mi sento scoraggiato, depresso e triste
1
2
3
4
2
La mattina è il momento in cui mi sento meglio
1
2
3
4
3
Ho crisi di pianto o mi sento come se stessi per piangere
1
2
3
4
4
Ho problemi di sonno durante la notte
1
2
3
4
5
Continuo a mangiare tanto quanto mangiavo prima
4
3
2
1
6
Mi piace ancora avere rapporti sessuali
4
3
2
1
7
Ho notato che sto perdendo peso
1
2
3
4
8
Ho problemi di stipsi
1
2
3
4
9
Il mio cuore batte più velocemente del solito
1
2
3
4
10
Mi stanco senza motivo
1
2
3
4
11
La mia mente è lucida quanto prima
4
3
2
1
12
Trovo facile fare le cose che facevo prima
4
3
2
1
13
Sono agitato e non riesco a rimanere fermo
1
2
3
4
14
Sono ottimista riguardo al futuro
4
3
2
1
15
Sono più irritabile del solito
1
2
3
4
16
Trovo facile prendere decisioni
4
3
2
1
17
Mi sento utile e necessario
4
3
2
1
18
Ho una vita piuttosto intensa
4
3
2
1
19
Ho la sensazione che gli altri starebbero meglio se io morissi
1
2
3
4
20
Gradisco ancora fare le cose che facevo prima
4
3
2
1

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Sei arrivato alla conclusione della scala di autovalutazione. Somma i punti ottenuti e verifica il risultato relativo alla tua ansia:
-punteggio compreso fra 20 e 31 : basso
-punteggio compreso fra 32 e 43: medio basso
-punteggio compreso fra 44 e 55: medio
-punteggio compreso fra 56 e 67: medio alto
-punteggio compreso fra 68 e 80: alto 
Quando i punteggi risultano medio alti o alti è importante chiedere un consulto psicologico per approfondire il vissuto emotivo e intraprendere un percorso terapeutico. 

Per informazioni e prenotare una visita:
Dott.ssa Roberta Schiazza
tel.  340 0072355
roberta.schiazza@libero.it