domenica 15 maggio 2016

Le 5 fasi per elaborare la perdita

 
La perdita di una persona cara, la fine di una relazione di coppia, la fine di qualsiasi relazione in cui si sono provati dei sentimenti di forte vicinanza affettiva ed emotiva, portano molto dolore.
Spesso si tende a minimizzare la fine di una relazione, come qualcosa che capita, che è normale. Ma l'intensità del rapporto può portare a vivere la perdita come un vero e proprio lutto. Questo è confermato anche dalle varie fasi di elaborazione della perdita che sono simili a quelle che le persone attraversano dopo un lutto, vediamole insieme.
 
- NEGAZIONE: nella prima fase della fine di una relazione si attiva un meccanismo di difesa che è quello della negazione, in cui tutto appare irreale. "Non riesco a capire se si tratta di un sogno o della realtà, non mi sembra vero". Frasi di questo tipo sono molto frequenti e rappresentano perfettamente questo meccanismo. La mente infatti, tende a proteggerci dalla sofferenza, e attiva dei meccanismi di difesa, come la negazione, per rendere più tollerabile il dolore che proviamo nella fasi iniziali. Si sperimenta un vero e proprio rifiuto della situazione, che sembra irreale.
 
- RABBIA: la rabbia subentra in una seconda fase, quando si realizza la perdita e la persona è invasa da un fortissimo dolore. La rabbia è un'emozione umana che tutti noi abbiamo sperimentato, ma che di fronte alla perdita assume un valore diverso, nuovo. Si tende a provare grande rabbia verso sé stessi per non aver fatto tutto il possibile. Si prova ed esprime rabbia verso le persone che ci sono accanto, per veicolare, in un certo senso, tutta la forza devastante dell'emozione che sentiamo dentro. Si arriva anche a provare rabbia e odio a volte, verso la persona che ha interrotto la relazione.
 
- NEGOZIAZIONE: in questa terza fase di elaborazione della perdita si mette in atto un meccanismo per reagire al senso di impotenza, cercando delle risposte per spiegare l'accaduto. Si entra in una fase più razionale, in cui i sentimenti e le emozioni sembrano acquietarsi per lasciare lo spazio alla razionalità. Si cerca di comprendere a livello cognitivo, si tenta di razionalizzare la perdita. Ma ancora non si è davvero elaborato il dolore della perdita.
 
- DEPRESSIONE: questa fase di elaborazione della perdita è la più dolorosa, ma anche indispensabile, per riuscire a tirarsi su. Durante questa fase ci si abbandona al dolore, si mette da parte la razionalità e si vive la sofferenza nel profondo. Forse chiamarla depressione sembra un po' forte, ma identifica bene il vissuto emotivo della persona che si sente sopraffatta dalle emozioni negative, ma non le contrasta, le vive, le lascia entrare nel profondo.
 
- ACCETTAZIONE: come ultima fase di elaborazione della perdita si arriva all'accettazione di ciò che accaduto. Si trova un senso di pace, di quiete, in cui la persona riprende forza e può andare avanti.
 
E' chiaro che queste fasi rappresentano una schematizzazione o una semplificazione di ciò che può accadere nella mente di una persona che sta vivendo una perdita.
Quello che colpisce è la necessità di passare dentro al dolore per poterlo elaborare. Questo è un aspetto rilevante che molti trascurano, cercando di distrarsi, non pensare, reagire. Ma le emozioni sono qualcosa di molto reale e concreto e vanno vissute, sentite, toccate con mano. Questo è il segreto per elaborare una perdita o la fine di una relazione importante.
 
Dott.ssa Roberta Schiazza
Psicologa e Psicoterapeuta  Psicologo Chieti Psicologo Pescara Psicologa Chieti Pescara

Nessun commento:

Posta un commento