mercoledì 4 luglio 2018

Dal grigio ai colori: la forza della psicoterapia in cui credo davvero


"Dott.ssa, ora il mondo non lo vedo più in bianco o nero. Finalmente riesco a vedere le sfumature e i colori!" Sono contenta. Queste parole racchiudono il senso di un percorso, di una relazione.
Nella psicoterapia io ci credo davvero. E non solo perché è il mio lavoro.

sabato 30 giugno 2018

La Terapia Individuale Sistemica con gli adolescenti


La terapia Individuale Sistemica si è rivelata molto efficace nel trattamento dei disagi tipici dell'adolescenza. 

L’adolescenza dal punto di vista Sistemico

venerdì 15 giugno 2018

Come gestire il tempo in modo efficace



Leggo molti articoli in cui si presentano delle ricette magiche per gestire al meglio il proprio tempo. Non ci sono ricette valide per tutti, e quando propongo qualcosa ai miei letto o pazienti, lo faccio solo se l'ho sperimentato personalmente e se ha funzionato. 

giovedì 7 giugno 2018

L'uomo è abituato a sacrificare la propria felicità per un po' di sicurezza


La felicità richiede impegno, motivazione, lavoro. Sì, perché non è qualcosa di casuale, qualcosa che capita, ma bisogna avere il coraggio di essere felici. La ricerca della felicità è un lavoro impegnativo e richiede tanta motivazione. 
Molti invece preferiscono la sicurezza e la tranquillità, perché è più facile rimanere nell'equilibrio che rischiare di essere felici. 

lunedì 4 giugno 2018

La tua autostima dipende da te e dal contesto in cui sei cresciuto


Molti cercano la ricetta magica per aumentare e migliorare l'autostima. C'è solo un segreto...credere profondamente che "vai bene esattamente così come sei". 
L'autostima dipende solo da te e in parte dal contesto in cui sei cresciuto, da cui hai imparato a valorizzarti o sottovalutarti. 

venerdì 27 aprile 2018

Il mio modo di fare la psicoterapeuta tra complessità e integrazione


Chi mi conosce sa bene che ho una formazione sistemico relazionale che mi ha fornito le basi di un approccio abbastanza complesso, ma che ha risposto alle mie esigenze lavorative. 
Ad oggi, crescendo nelle esperienze di lavoro, adotto un approccio integrato, cercando di coniugare la mia impostazione sistemica con altri approcci utili in base alle mie esigenze. 

martedì 17 aprile 2018

Educare all'attenzione interna



Siamo tanto abituati a guardare fuori da noi, a tenerci impegnati, sempre in costante movimento, che si tende a dimenticare quello che abbiamo dentro. Negli anni sono aumentate patologie come attacchi di panico, disturbi d'ansia, depressione, tutte accumunate da una difficoltà ad ascoltarsi, da una profonda incapacità di leggere le proprie emozioni. In questi ultimi anni è diventato quanto mai fondamentale riscoprire l'importanza vitale del nostro mondo interno, per poter vivere in armonia e realizzarsi come persone. 

giovedì 1 marzo 2018

La gestione delle emozioni:ha senso parlare di controllo?

Ha senso parlare di controllo delle emozioni? Nel video vi parlo di emozioni e del mio pensiero rispetto al tentativo di controllarle e gestirle.


giovedì 8 febbraio 2018

Le relazioni sono una preziosa salvezza


Le relazioni sono davvero un'ancora di salvezza, e senza ci si sente persi. 
Questa riflessione nasce dalla mia esperienza personale delle ultime due settimane, in cui abbiamo dovuto affrontare un problema di salute di un mio familiare e questo mi ha mostrato, in modo prepotente, quanto siano vitali le relazioni. 

Quando ti trovi a centinaia di chilometri da casa, in una città che non conosci, per motivi che creano preoccupazione e ansia, allora ci si rende conto di quanto i legami siano importanti. 

Chiusi in un hotel per 10 giorni, anche il saluto e la chiacchierata con le receptionist e le ragazze del ristorante, ha fatto la differenza. Sono sempre stata una persona piuttosto aperta e socievole, e questa qualità mi ha permesso di sentirmi un pochino "a casa" grazie a quei brevi scambi con quelle ragazze straordinarie. Vi ringrazio pubblicamente ragazze dell'Hotel Executive di Siena!!

Riflettendo però ho immaginato: "E se fossi stata una persona più riservata e timida, come avrei fatto?" Probabilmente avrei sofferto di più, probabilmente quei giorni sarebbero stati molto molto più pesanti. 

A quel punto ho capito: quanto coraggio ci vuole a buttarsi anche nelle relazioni!! Certe volte mi sento una kamikaze, mi piace raccontare di me, senza troppe paure o filtri, e sono anche molto curiosa della vita degli altri (non per caso faccio la psicologa!). 
Però se ci penso, sono davvero una che si butta, e fortunatamente alcune volte trovo persone disposte a costruire una relazione insieme a me. Non è semplice e non succede tutte le volte, ma almeno ci provo. 

Ecco, questa è la differenza che mi ha protetta in questi giorni: ci provo, senza farmi troppi problemi rispetto alle persone che ho di fronte. E' normale che alcune volte io rimanga delusa, ferita, ma altre volte riesco a nutrirmi di relazioni felici e soddisfacenti. 

Quindi la morale della mia storia è:
  • Senza relazioni siamo persi, quindi impegnati che ne vale la pena
  • Lo so che è difficile, ma prova a mettere da parte la paura e buttati!
Dott.ssa Roberta Schiazza
Psicologa e Psicoterapeuta Chieti 

domenica 28 gennaio 2018

Programmazione Neuro-Linguistica


La Programmazione Neuro-Linguistica nasce dalle ricerche di Richard Bandler e John Grinder che si interessarono alla psicologia e in particolar modo allo stile comunicativo dei maggiori psicoterapeuti degli anni Settanta. 
Questi due ricercatori erano incuriositi dal fatto che alcuni terapeuti riuscivano ad aiutare realmente i propri pazienti, mentre altri non ottenevano gli stessi risultati; per questo iniziarono a studiare con attenzione lo stile comunicativo e relazionale di quei grandi terapeuti che riuscivano ad ottenere reali miglioramenti nei loro pazienti. 
Bandler e Grinder cercarono di replicare esattamente lo stile relazionale e comunicativo osservato dai terapeuti con moltissimi volontari riuscendo ad ottenere grandi risultati e cambiamenti in tempi brevi. Vediamone i punti di forza e come può aiutarci a raggiungere il benessere e la felicità.

venerdì 19 gennaio 2018

5 Suggerimenti per migliorare la comunicazione non verbale


Secondo gli studi più recenti ben il 55 % della nostra comunicazione è di tipo non verbale. Per questo è importante prestare attenzione e acquisire maggiore consapevolezza rispetto la nostra comunicazione non verbale, in modo da non inviare messaggi sbagliati agli altri e comunicare al meglio.
Molte persone però non prestano attenzione a questi aspetti della comunicazione ritenendoli erroneamente secondari. In questo articolo vi presento 5 suggerimenti per migliorare la comunicazione non verbale, evidenziando gli aspetti della CNV da tenere sotto controllo.

lunedì 15 gennaio 2018

Il ruolo dell'amicizia nel corso della vita


Per sviluppare la nostra identità abbiamo bisogno di costruire delle reti di relazioni, soddisfacenti e durature, che ci consentano di crescere e sperimentare. 

Avere sane relazioni sociali è fondamentale per il nostro benessere psicologico, ci permette di avere intorno a noi delle basi sicure per crescere, coltivare i nostri interessi ed essere felici. Le amicizie sono vitali e rappresentano un bisogno fondamentale, ma nel corso della vita queste relazioni si modificano e acquisiscono un significato diverso. 

martedì 2 gennaio 2018

La capacità di prendere delle decisioni


Se vogliamo ottenere dei risultati, raggiungere degli obiettivi o realizzare dei desideri, dobbiamo prima di tutto imparare a controllare le nostre azioni. Azioni ripetute e costanti che possono condurci a realizzare ciò che desideriamo. Non basta impegnarsi una volta ogni tanto, ma la costanza, anche nel ritentare, è ciò che fa la differenza.

Domandiamoci: che cosa determina le mie azioni? Che cosa mi spinge a fare i passi giusti verso il mio obiettivo? 

sabato 23 dicembre 2017

Tempo di bilanci: salutiamo il 2017 in positivo



E anche questo 2017 si avvia alla conclusione, portandosi dietro qualche fatica e alcuni traguardi. Per molti quest'anno è stato particolarmente difficile, ostico e immagino sarà contento della sua fine. A me il 17 invece ha sempre portato bene e quindi ha rappresentato davvero una svolta. 

La cosa più bella l'ho vissuta l'11 gennaio con l'acquisto della nostra casa, una casa tanto attesa, ci ha fatto penare per un annetto, ma alla fine siamo riusciti ad acquistarla. C'era tantissima neve, tutti nella mia famiglia avevano l'influenza...il mio sistema immunitario invece aveva capito che non potevo permettermi il lusso di stare male, dovevo fare una delle cose più importanti della mia vita. 
Il 2017 per me si è aperto con questa grande gioia. 

Poi sono iniziate le salite, il progettare, scegliere, immaginare e comprare! Sembra la parte bella, ma per me è stata una messa alla prova! Per fortuna nella mia mente avevo un'immagine precisa, che sono riuscita a riprodurre (quasi)...devo ancora terminare! 

La sorpresa più grande di questo 2017 è stata sicuramente la convivenza, o meglio, io la chiamo la "Conferma", perché quando una persona la conosci davvero bene, nel profondo, non puoi aspettarti sorprese! 

Ho dovuto sperimentarmi nella gestione di una casa e del lavoro, cercando di dedicare la stessa quantità di tempo ad entrambe le realtà, perché sì il lavoro è la mia passione, ma la casa è il nido, in cui ritrovarsi e sentirsi al sicuro. 
E' stato divertente riuscire a scoprirmi capace di gestire il tutto, e questo mi ha aiutata ad essere più contenta di me, più sicura e consapevole. 

La parola che ha accompagnato questo anno è: CONSOLIDARE.
Consolidare il sogno di una famiglia con la costruzione della nastra casa, la tana in cui iniziare a sentirsi famiglia. 
Consolidare le mie capacità, avere la certezza che sono capace di gestire me stessa e i miei impegni nel migliore dei modi è stato un traguardo molto ambito, che si è concretizzato alla grande. 
Consolidare nelle relazioni familiari: questa piccola distanza fisica mi ha permesso di sperimentare nella concretezza il concetto di confine, il riuscire a tenere dei legami forti con i miei familiari ma allo stesso tempo una giusta distanza che sottolinea autonomia e indipendenza. 
Consolidare anche nel lavoro: ho consolidato un modo di lavorare mio, una professionalità che mi soddisfa e in cui mi trovo comoda, che coniuga competenze tecniche con la mia personalità un po' fuori dagli schemi, appassionata e accogliente. 

giovedì 16 novembre 2017

Formazione psicologia per chi lavora in un negozio


Vi racconta cosa mi è successo ieri.
Entro in una gioielleria, saluto educatamente senza però ricevere risposta dalle due commesse presenti. Il negozio è vuoto. Faccio tutto il giro, guardo diversi oggetti interessanti, nel mentre le commesse continuano a parlare fra loro di cose personali. 
Non mi sento calcolata. Né un saluto, né un sorriso, nessuna richiesta. E nessuna vendita. 
Alla fine del mio giro avevo perso totalmente la voglia di acquistare in quel negozio. 
Perché ve lo racconto?

Perché mi sono sentita completamente ignorata, non considerata. Eppure avevo realmente bisogno di acquistare un oggetto. Non  sono entrata per caso, ma sono uscita senza nulla. 

Questo mi ha fatto molto riflettere, soprattutto ho riflettuto su quanto queste commesse avessero in quel momento perso. 
Hanno perso una cliente realmente interessata. Hanno fatto la figura delle maleducate. Hanno fatto perdere qualcosa all'azienda per cui lavorano. E addirittura hanno fatto perdere a me la voglia di fare un acquisto. 

Sarà capitato a tutti di fare un'esperienza simile alla mia, ma perché la racconto sul mio blog che parla di psicologia?

Per dimostrare che la psicologia serve davvero nella vita quotidiana. Lo psicologo non cura i malati di mente (non solo almeno), questa è la parte più piccola del mio lavoro. 
Lo psicologo può realmente aiutare le persone a stare meglio ed essere più produttivi. 

Come?
Vedete, io non mi sono per niente infastidita in quel negozio. Avevo semplicemente perso la voglia di acquistare. E questo mi ha fatto pensare. 

Quando compro qualcosa mi si prospettano 2 scenari:
1. Ho davvero bisogno di qualcosa e vado a comprarlo (se è finito il pane, cerco di sbrigarmi dando poca attenzione alla mia esperienza di acquisto, ma se la cassiera è un po' acida, mi rimarrà in mente e cercherò di evitare quel negozio specifico!)
2. Non ho un reale e immediato bisogno, ma qualcosa mi spinge a comprare, anche cose inutili o poco importanti in quel momento. 

Ieri mi trovavo esattamente in mezzo a questi due scenari. Avevo bisogno, ma non un bisogno immediato, e quindi ho potuto scegliere di andarmene senza comprare. 

Quello che mi è rimasto nella mente però è l'essere stata ignorata, e dunque so, quasi al 100 % che in quella gioielleria non ci andrò mai più. 
Peccato però per quell'azienda aver perso una possibile cliente per una scarsa conoscenza di alcuni elementi base di vendita e di psicologia. 

Mi direte, ma che c'entra la psicologia? Sono state solo maleducate! 
Si e no. Erano anche impreparate. 

Nel momento in cui si lavora a contatto con il pubblico la prima cosa da fare è utilizzare una comunicazione verbale e non verbale adeguata. 
Un sorriso, un saluto. Una predisposizione ad avvicinarsi fisicamente al cliente. 
Inoltre sul posto di lavoro occorre mantenere un atteggiamento adeguato: nel momento del mio ingresso in negozio avrebbero potuto terminare i loro discorsi personali e dedicarsi a me. Che poi è la stessa cosa che faccio io nel momento in cui sono in stanza con un paziente e non mi metto a giocare al cellulare! 

Ora vi faccio una domanda...Che cosa vi spinge a comprare più volte in un negozio?

Provo a pensare a delle risposte:
  • L'oggetto che ho acquistato è di buona qualità
  • C'è un buon rapporto qualità prezzo
  • Trovo qualcosa che è di mio gusto
  • Mi piace e basta, senza capirne la ragione. 
Su 3 punti su 4 io come psicologa non posso dare spiegazioni (qualità del prodotto, prezzo, gusto personale) ma sull'ultimo forse si. 

Quante volte hai smesso di andare in un negozio per l'atteggiamento dei commessi? Troppo aggressivi? Non accoglienti? 
Come vedete, l'atteggiamento di chi ci vende qualcosa può fare la differenza, perché a volte quella che conta è l'esperienza di vendita. 

Molti elementi psicologici possono entrare nell'esperienza di vendita e fare in modo che il cliente diventi fidelizzato. Fidelizzare il cliente significa proprio creare un rapporto di fiducia tale che il cliente possa tornare volentieri per acquistare in quel negozio. 

Gli elementi che creano una relazione di fiducia possono essere molti:
  • Un atteggiamento positivo
  • Un'accoglienza adeguata
  • L'aiuto
  • Disponibilità
  • Ascolto
  • Pazienza
Sembrano elementi banali? Ma vi assicuro che non lo sono. 
Facciamo un esempio concreto. Entro in un negozio cercando un articolo specifico, che magari è terminato. Se incontro una commessa sorridente, che mi saluta, che ascolta il mio bisogno, che si interessa a me cercando in magazzino per vedere se é rimasto quell'articolo che cerco. Alla fine anche se non c'è, nella mia mente si sarà creata una rappresentazione mentale di quell'esperienza. Vedere la commessa che mi ascolta e cerca di accontentarmi, creerà nella mia mente un ricordo piacevole, che mi farà catalogare nella mente 
                                     "Quel negozio = Esperienza positiva"


E con grandissima probabilità, in quel negozio ci tornerò, fiduciosa di ripetere la stessa esperienza piacevole. 

Ma se al contrario, entro nel negozio, la commessa non risponde al mio saluto, poi mi avvicino e lei di sfuggita mi liquida in modo sgarbato, che tipo di esperienza si andrà a depositare nella mia mente?  "Quel negozio = Esperienza negativa"

Come vedete bastano delle piccole accortezze per ottenere risultati maggiori anche sul lavoro se si utilizzano delle semplici riflessioni psicologiche. Ma purtroppo quante persone lavorano a contatto con il pubblico ma non hanno alcuna formazione psicologica all'approccio al cliente? 
Perché va sottolineato e ripetuto che la psicologia può realmente migliorare la vita delle persone, di tutti. Perché anche quelle commesse, se avessero avuto un'impostazione migliore e delle competenze psicologiche, sarebbero più contente del lavoro e dei loro risultati professionali. 


Dott.ssa Roberta Schiazza
www.robertaschiazza.weebly.com