venerdì 27 aprile 2018

Il mio modo di fare la psicoterapeuta tra complessità e integrazione


Chi mi conosce sa bene che ho una formazione sistemico relazionale che mi ha fornito le basi di un approccio abbastanza complesso, ma che ha risposto alle mie esigenze lavorative. 
Ad oggi, crescendo nelle esperienze di lavoro, adotto un approccio integrato, cercando di coniugare la mia impostazione sistemica con altri approcci utili in base alle mie esigenze. 

Questo bisogno di ampliare gli orizzonti nasce dalla complessità della materia con cui lavoro: le persone. Gli esseri umani sono complicati e credo che sia davvero impossibili aiutare persone diverse se ci si fossilizza sul proprio approccio, anche quando magari è utile lavorare su altri aspetti. 

Nella mia formazione ho frequentato una scuola di specializzazione ad indirizzo sistemico relazionale, in cui si è dato particolare risalto al lavoro psicoterapico con le famiglie e le coppie. Questo approccio mi è sembrato completo e adatto alle mie esigenze di quel tempo. 
Ricordo ancora però una lezione, in cui osai dire che forse sarebbe stato interessante approfondire i vissuti emotivi dei componenti di una famiglia...e ricordo perfettamente il mio imbarazzo di fronte ad una risposta negativa della docente. 

Quell'episodio mi rimase impresso. Li per lì mi sembrò di aver sbagliato, e forse era così rispetto a quello specifico momento di terapia. In alcune circostanze non è utile approfondire gli aspetti emotivi e vanno magari indagati altri elementi chiave. Ma, vista la mia testardaggine e la giovane impulsività, mi sentii stordita, quasi offesa. Sentivo che in quel momento veniva in qualche modo sminuita l'importanza delle emozioni e del complesso mondo emotivo di quella famiglia. Con tutta probabilità sbagliavo io, ma mi è rimasta una sensazione di qualcosa di inesplorato. 

Forse sulla scia di questa sensazione ho voluto studiare e approfondire le dinamiche emotive, l'importanza dell'ascolto delle emozioni per raggiungere un maggiore benessere psicologico, e ho integrato il lavoro sulle emozioni nel mio approccio sistemico relazionale. 

Mi è successo anche con il lavoro sul corpo. Trattando molte persone che soffrono di disturbi d'ansia e psicosomatici, ho sentito una forte necessità di dare una maggiore importanza al corpo durante la terapia. 
Per chi soffre di questi disturbi, il corpo esprime il disagio attraverso dei sintomi, a volte invalidanti. E' come se la mente avesse bisogno di esprimere a livello somatico quello che a livelli psichico non è pensabile. 

Allora ho deciso che nelle prime fasi della psicoterapia, avrei dovuto assecondare la mente, ascoltando il corpo. D'altronde il corpo e la mente sono strettamente interconnessi, sono legati fin dalla nascita e non sarebbe giusto ignorare uno a favore dell'altro. 

In questo modo ho deciso di approfondire il lavoro sul corpo attraverso le tecniche di rilassamento, respirazione e ascolto del corpo, proprio per allenare la persona ad un ascolto più attento che, passando dal corpo, possa arrivare alle emozioni e alla mente. L'uso di queste tecniche si è rivelato negli anni un prezioso alleato nelle terapie, per fornire anche degli strumenti concreti alla persona che si sente protagonista e responsabile del proprio benessere fisico. 

Come potete ben capire, quando sento il bisogno di ampliare le mie conoscenze e i miei strumenti, non mi tiro indietro e cerco di integrare tecniche nuove nel mio modo di lavorare. Per questo il mio approccio, ad oggi, lo considero integrato...sempre con una particolare attenzione alle relazioni, a cui devo tutto!

La psicoterapia individuale sistemica

Nel mio studio io ricevo prevalentemente persone in terapia individuale, per molteplici ragioni: vedo ragazzi giovani che si trovano ad affrontare la fase di svincolo, alcuni non vogliono la presenza di altri familiari, giovani che frequentano l'università e non hanno modo oggettivo di coinvolgere i familiari. 

Un po' per occasione, un po' per scelta, incontro quasi sempre individui che vogliono intraprendere il loro percorso individualmente. 
E allora ho cercato di portare nelle terapie individuali l'ottica sistemica, in modo da leggere la complessità delle relazioni in cui la persona è immersa e poterla aiutare al meglio. 

Non voglio addentrarmi sulle considerazioni tecniche, ma ci tengo a specificare una cosa: ciò che cura realmente non è la psicoterapia in sé, ma la relazione. 
La relazione che si instaura tra paziente e terapeuta è la chiave di tutto. 
Subentrano fiducia, rispetto, ascolto, comunicazione chiara, sospensione del giudizio, tutti elementi indispensabili affinché la persona possa raggiungere il suo obiettivo più grande: trovare il modo per esprimere tutta il suo essere autentico. 

Dott.ssa Roberta Schiazza
Psicologa e psicoterapeuta 
Ricevo a Chieti in v.le B. Croce 557
tel. 340.0072355

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