venerdì 19 gennaio 2018

5 Suggerimenti per migliorare la comunicazione non verbale


Secondo gli studi più recenti ben il 55 % della nostra comunicazione è di tipo non verbale. Per questo è importante prestare attenzione e acquisire maggiore consapevolezza rispetto la nostra comunicazione non verbale, in modo da non inviare messaggi sbagliati agli altri e comunicare al meglio.
Molte persone però non prestano attenzione a questi aspetti della comunicazione ritenendoli erroneamente secondari. In questo articolo vi presento 5 suggerimenti per migliorare la comunicazione non verbale, evidenziando gli aspetti della CNV da tenere sotto controllo.

1) Lo sguardo è uno degli aspetti più importanti della comunicazione non verbale, con gli occhi mostriamo attenzione ed esprimiamo le nostre emozioni. 
Per risultare autentico e instaurare una relazione positiva con un interlocutore bisogna guardare negli occhi l’altro mentre si sta parlando. Uno sguardo diretto comunica attenzione, interesse, sensibilità e serietà. 
E’ preferibile non essere insistenti o troppo intrusivi, ma sempre empatici e adeguati alle circostanze. Spesso le persone hanno paura a guardare l’altro negli occhi, si sentono a disagio o in imbarazzo, ma è importante distinguere le nostre difficoltà dai reali bisogni dell’altro. 
Essere guardati con la giusta intensità fa sentire il nostro interlocutore importante e motivato e durante la comunicazione questi sono aspetti rilevanti e non trascurabili.

2) Nella comunicazione non verbale un ruolo rilevante è occupato dalla prossemica, ossia dalla postura e dei movimenti del corpo nello spazio. 
E’ apprezzabile mantenere la giusta distanza dal nostro interlocutore, specialmente se  non si è in un rapporto di intimità. Avere una postura che si protende in avanti, verso l’altro, è indice di interesse e apertura. Mentre un atteggiamento corporeo sfuggente, il girarsi spesso dalla parte opposta, o addirittura voltare le spalle, può esprimere disinteresse o aggressività. Il modo in cui gestiamo le distanze e occupiamo lo spazio rivela molto di noi; è bene non essere troppo intrusivi o aggressivi e monitorare le reazioni dell’altro in modo da sapere se la nostra prossemica è corretta.

3) Per favorire una corretta comunicazione bisogna fare attenzione a molti aspetti non verbali, in special modo i cenni del volto e della testa. Un sorriso accennato esprimere accoglienza, un’espressione facciale interessata e non giudicante aiuta nel mettere l’altro a suo agio, fare cenni di assenso col capo favorisce la comprensione, l’altro si sente ascoltato e incoraggiato nel continuare a dialogare. Il nostro volto esprime moltissime emozioni, anche quelle di cui non siamo del tutto consapevoli, e per questo è fondamentale avere la consapevolezza di sé stessi, prima di affrontare un incontro. 

Per fare un esempio sto pensando ad un colloquio di lavoro, dove sono coinvolte fantasie, aspettative, desideri che difficilmente possono essere nascosti. Prima di effettuare un colloquio così importante ci si può preparare, cercando prima di tutto di prendere contatto con i propri sentimenti e le proprie emozioni, in modo da non esserne travolti durante il colloquio. Per essere maggiormente consapevoli della propria comunicazione non verbale potete aiutarvi con uno specchio: prima di effettuare il colloquio, provate a parlare di fronte ad uno specchio e immaginate di essere già di fronte all’esaminatore. 
Guardandovi riuscirete a cogliere quei piccoli errori nella comunicazione non verbale che potrebbero rappresentare un ostacolo durante il colloquio e cercare di correggerli.

4) La gestualità può acquisire invece significati diversi in base al contesto in cui ci troviamo. In un contesto amichevole e colloquiale, possiamo anche non prestare troppa attenzione ai gesti, mentre in situazioni più istituzionali, come ad esempio sul lavoro, durante un incontro importante, se dobbiamo parlare in pubblico, i gesti hanno un peso diverso. In ogni circostanza è bene avere un certo grado di controllo e consapevolezza anche rispetto alla gestualità in modo da utilizzare il proprio corpo in modo appropriato.

5) Infine un ulteriore elemento indispensabile per una buona comunicazione è l’attenzione a tutti quegli elementi che fanno parte della cornice della comunicazione non verbale, come il vestiario, la scelta dei colori e l’attenzione ai dettagli
Ogni piccola cosa di noi può rivelare le caratteristiche della personalità e i nostri gusti. Il nostro abbigliamento deve sempre essere adeguato alla circostanza, dobbiamo sentirci “comodi” negli abiti che scegliamo, nel senso di sentirci sempre nel migliore dei modi. Anche i dettagli del nostro abbigliamento comunicano elementi della nostra personalità e quindi vanno scelti con cura.

Essere consapevoli e abili nella comunicazione non verbale può aiutarci a costruire relazioni efficaci, a migliorare l’autostima ed essere soddisfatti nelle diverse circostanze che ci troviamo ad affrontare nella vita quotidiana.


Ricorda però che la consapevolezza rispetto alla comunicazione non verbale nasce da un’approfondita conoscenza di sé stessi, dei propri punti di forza e dei propri limiti. Solo dopo aver acquisito questa conoscenza, saremo in grado di presentarci al meglio, scegliendo cosa di noi vogliamo mostrare attraverso la Comunicazione non verbale. 

Dott.ssa Roberta Schiazza
Psicologa e Psicoterapeuta
www.robertaschiazza.weebly.com

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