venerdì 17 luglio 2015

Ansia ed egocentrismo


Recentemente è stato pubblicato uno studio sul Journal of Experimental Psychology: General (Puoi consultare l'articolo QUI ) riguardo l'Ansia e l'Egocentrismo. Ho deciso di commentare questo articolo ed in particolare i risultati della ricerca.

Questa ricerca ha rilevato che l'ansia interferisce con la capacità di assumere la prospettiva altrui e dunque rende le persone ansiose, più inclini all'egocentrismo. 

Le persone che soffrono di ansia si concentrano di più su se stesse e di conseguenza è stata rilevata una diminuzione delle capacità empatiche verso gli altri.


Questa ricerca mi ha fatto riflettere su un aspetto che ho notato da alcuni anni, sia nelle consulenze che effettuo in studio, sia amministrando un gruppo sugli attacchi di panico. 
In questi anni sono entrata in contatto con migliaia di persone che soffrono di ansia e attacchi di panico, sia nel mio lavoro in studio che su internet. Mi sono resa conto di un tratto di personalità tipico, che si riscontra in molte persone, ossia una certa rigidità

Le persone particolarmente ansiose tendono a condividere paure, dubbi, esperienze negative, sintomi, ma difficilmente accettano il punto di vista altrui. Spesso si tende ad interpretare in modo scorretto il pensiero degli altri e a considerarlo come un attacco o una critica. Questa dinamica mi ha fatto riflettere su quanto il disagio porti la persona a chiudersi in sé stessa. 

Le emozioni vengono trattenute, a volte nemmeno riconosciute. Si presta moltissima attenzione al corpo, ai sintomi, ai fastidi, e poca attenzione all'esperienza emotiva. C'è la tendenza a mettere in atto un iper-controllo su tutto ciò che accade, nel corpo e nell'ambiente. 

Questa inclinazione al controllo non fa altro che sovraccaricare il sistema nervoso, la mente è sottoposta ad un elevato stress per cui non si può mai abbassare il controllo. Ne deriva anche che spesso le persone riferiscono di sentirsi più in ansia la sera, o nei momenti della giornata apparentemente tranquilli, in cui ci si potrebbe rilassare. 


Forse il punto è questo: un corpo e una mente, abituati ad essere costantemente in tensione e in ansia, anche quando dovrebbero rilassarsi, attivano quei meccanismi di controllo, inadeguati.

Sicuramente questo nasce da meccanismi difensivi rigidi che la mente ha messo in atto e da cui ora si trova ingabbiata. 
Non credo che parlare di Egocentrismo sia corretto, quanto piuttosto di una difficoltà nell'elaborare le emozioni che si esplicita poi in una certa rigidità psicologica. 

Durante i percorsi terapeutici, risulta fondamentale aiutare le persone ad entrare in contatto con le proprie emozioni e con i propri conflitti interni. L'ansia, la tensione, l'insicurezza, nascono appunto da un conflitto psicologico che la persona vive, di cui non è consapevole. 
Portare in superficie ciò che è nascosto e accompagnare la persona alla scoperta del potere, positivo, delle emozioni, è la strada migliore da percorrere. 

Dott.ssa Roberta Schiazza
Psicologa Chieti Pescara
Esperta nei disturbi d'ansia e nelle difficoltà relazionali
Tel. 340 0072355
Psicologo Chieti Psicologo Pescara Esperto disturbi d'ansia Attacchi di panico

3 commenti:

Agata M. Pinkosz ha detto...

Salve Roberta, mi sono imbattuta oggi nel suo articolo sul blog, cercando su web qualche appunto sulla correlazione tra l'ansia e l'egocentrismo. La mia ricerca nasce dalla convinzione che ho su questa correlazione essendo quotidianamente a contatto con una persona che soffre di ansia e che fondamentalmente presenta tutte le caratteristiche che lei tratta nel suo articolo qui sopra. Lo trovo molto interessante e mi interesserebbe anche leggere lo studio completo su Journal of Experimental Psychology. Cliccando nel link però non mi dà l'accesso allo studio, probabilmente è solo per gli utenti registrati sul sito di American Psychological Association. Volevo chiederle se ha possibilità di aiutarmi in questo (ad es. se lei ce l'ha, mandandomelo)? Grazie e tanti saluti!

Dott.ssa Schiazza Roberta ha detto...

Buon pomeriggio Agata! Questo articolo l'ho scritto due anni fa e l'accesso alla banca dati era libero, mentre ora occorre effettuare la registrazione per l'accesso. Non dispongo dell'articolo, mi dispiace, e devo dire inoltre che rispetto questa specifica tematica non ci sono molte ricerche. Anche il mio interesse per questa correlazione è nata dalla relazione professionale con persone che soffrono di disturbi d'ansia e con le persone care che spesso mi chiedono come relazionarsi e aiutare chi soffre. Questo è solo uno degli aspetti che esprime chi soffre di ansia, ma, semplificando molto, rimanda al tema sensibile del "controllo". Su questo si trovano più riferimenti. Un caro saluto!!

Agata M. Pinkosz ha detto...

Grazie mille, dottoressa...fondamentalmente condivido il suo punto di vista, quando dice che non chiamerebbe la difficoltà di cui parla "egocentrismo". Difatti penso più al fatto che, cercando di difendersi dai pericoli immaginari, la persona che soffre di disturbo d'ansia, in qualche maniera "assicura" prima se stessa e da un punto di vista si trova incapace di pensare agli altri, proprio perché interiormente minacciata da ciò che pensa sia un pericolo per lei. Per cui ovviamente non si parla tanto del mettere se stessi al centro, quanto a non saper gestire le minacce da un punto di vista emotivo. Grazie comunque anche di questo piccolo intervento. Se in futuro le si presentasse qualche studio simile, le sarei grata per un cenno (le notifiche del commento a questo articolo mi arrivano per email, per cui potrò con facilità accedervi). Buona serata!

Posta un commento