venerdì 11 luglio 2014

La comunicazione non verbale

Comunicazione non verbale - Parte I


La comunicazione non verbale è quell'insieme di messaggi e informazioni che sono trasmessi in modo spesso inconsapevole e non attraverso il canale verbale. 
La comunicazione non verbale accompagna ogni nostro scambio comunicativo, anche quando in realtà non c'è un'intenzione. Infatti questo tipo di comunicazione coinvolge principalmente il nostro corpo, le espressioni del viso, la gestualità, la postura, ma anche elementi come la vocalità. 

La comunicazione non verbale è qualcosa di estremamente importante per gli esseri umani, poiché invia agli altri dei messaggi in modo del tutto involontario e questa potrebbe essere una risorsa che non viene sfruttata al meglio. ............................


Quali sono gli elementi principali della comunicazione non verbale

DISTANZA



Gli aspetti della comunicazione non verbale sono moltissimi, fra cui la Distanza, ossia lo spazio fisico che separa due o più persone. Questa distanza fra le persone e la delimitazione dello spazio personale di ognuno ha una funzione molto importante  nel controllare  e regolare i rapporti e gli scambi sociali. Hall ha individuato quattro distanze:
1. Distanza Intima: dai 0 ai 45 cm, in cui c'è la possibilità di toccare l'interlocutore e indica uno stretto contatto emotivo. E' la tipica distanza che intercorre tra persone che hanno un rapporto intimo o molto stretto e rappresenta un modo per far entrare l'altra persona nella nostra intimità.
2. Distanza Personale: dai 45 ai 120 cm, questa distanza è utilizzata tra persone che hanno una discreta familiarità, in cui è presente la possibilità di toccarsi e c'è un buon contatto visivo.
3. Distanza Sociale: dai 120 ai 365 cm, questa è la distanza che permette rapporti sociali di natura formale, come ad esempio sul lavoro o con persone che non conosciamo in modo approfondito. 
4. Distanza Pubblica: dai 365 cm ed oltre, caratteristica di eventi pubblici, alla presenza di persone che non si conoscono o di rango sociale elevato. 

Le ricerche hanno dimostrato una tendenza ad avvicinarsi e a ridurre le distanze alla presenza di persone gradite, e viceversa in caso in cui l'interlocutore non lo è. E' importante saper rispettare le distanze e anche utilizzare in modo appropriato le informazioni che possiamo ricavare dall'analisi delle distanze. Nell'ambito della psicologia clinica, persone che presentano disagi emotivi molto gravi tendono a non sostenere distanze troppo ravvicinate, il contatto fisico o il contatto visivo, ed è bene rispettare le distanze ed i confini che l'altro pone al fine che la relazione sia positiva.

SGUARDO



Un altro elemento fondamentale della comunicazione non verbale è lo sguardo. In realtà lo sguardo fa riferimento a diversi tipi di comportamenti, come rivolgere lo sguardo con un'occhiata veloce, lo sguardo fisso, guardare il volto, guardare gli occhi della persona. 
Il contatto oculare è alla base di uno scambio comunicativo: a tutti sarà capitato di parlare con una persona con gli occhiali da sole, oppure con qualcuno che non volge lo sguardo al viso quando le si parla. Queste situazioni possono essere molto spiacevoli e lasciare libertà di interpretazione negativa circa le intenzioni dell'altro. Sarà capitato anche di essere oggetti di sguardi fissi ed insistenti, ad indicare una volontà di maggiore intimità, e anche questo comportamento può creare imbarazzo. 

In generale, il guardare negli occhi è considerato un elemento positivo e la persona che assume questo comportamento viene considerata sicura di sé, attiva, estroversa, dominante, ma solo fino ad un certo livello, altrimenti potrebbe essere considerata aggressiva. L'evitamento dello sguardo può rimandare ad emozioni come il disagio, l'imbarazzo, incertezza, poca stima di sé. 
Nelle sedute psicologiche il terapeuta deve essere in grado di instaurare un contatto visivo con le persone, che però non sia prolungato e fisso, ma che dia la possibilità all'altro di non sentirsi osservato in modo eccessivo. 

Come abbiamo visto lo sguardo è un elemento molto importante della comunicazione non verbale e viene tenuto in considerazione in tutte le aree della nostra vita, dai contatti personali e di amicizia fino al lavoro, in cui le relazioni con i colleghi, i superiori e gli utenti è fondamentale. Riuscire ad avere una buona consapevolezza del proprio sguardo può aiutare a rendere un'immagine di sé più positiva e forte, in modo da avere anche un ritorno dal punto di vista professionale. 



Nel prossimo articolo illustrerò altri elementi della comunicazione non verbale come le espressioni del volto e la gestualità. 

Ti potrebbe interessare anche il secondo articolo sulla Comunicazione non verbale...clicca il link qui sotto:

                                                  Comunicazione non verbale - Parte II


Bibliografia
C. Loriedo, A. Picardi, "Dalla teoria generale dei sistemi alla teoria dell'attaccamento", FRanco Angeli

Dott.ssa Roberta Schiazza
Psicologa Chieti Pescara
V.le B. Croce 557 Chieti
Tel. 340 0072355
roberta.schiazza@libero.it

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