mercoledì 8 febbraio 2012

Trauma psicologico: comprenderlo per superarlo


Il trauma psicologico si caratterizza come un’esperienza di particolare gravità, connessa a situazioni che hanno fortemente minacciato l’integrità fisica e psichica propria o altrui.
E' un evento stressante che compromette le risorse della persona causando un senso di impotenza e vulnerabilità.
Il confronto con esperienze altamente traumatiche può produrre ferite molto profonde o segni indelebili che possono diventare cronici, compromettendo la normale funzionalità di un individuo.



Possibili reazioni al trauma

Sono state individuate differenti reazioni di fronte a situazioni fortemente traumatizzanti e che costituiscono i diversi esiti post-traumatici.                                                                                         
Una sintomatologia temporanea post-traumatica, il Disturbo Acuto da Stress, può essere considerato frequente e di natura transitoria in seguito ad eventi ad alto impatto emotivo. Spesso una iperattivazione emozionale che può nascere da situazioni anche ordinarie può acquisire le caratteristiche di trauma psicologico di tipo lieve e passeggero, che si risolvono all’incirca nell’arco di quattro settimane.
Una guarigione rapida solitamente è collegata ad una elaborazione della situazione stressante, facilitata dalle risorse psicologiche della persona, dal supporto che riceve dal suo ambiente e da un appropriato sostegno professionale.



In altre circostanze invece il decorso è profondamente differente e un individuo non è sempre in grado di mobilitare le proprie risorse personali o di attingere a quelle familiari e sociali. Di fronte a situazioni particolarmente difficili e traumatiche possono insorgere dei sintomi caratteristici del Disturbo Post-traumatico da Stress connotato da una costellazione di sintomi che accompagnano l’ansia, come il continuo rivivere l’evento traumatico, la presenza di comportamenti di evitamento di stimoli che possono essere associati al trauma, una ridotta recettività emotiva o la presenza di uno o più segni di iperattivazione del Sistema Nervoso Centrale.

Per comprendere meglio la manifestazione e lo sviluppo di queste patologie sono stati individuati dei fattori di rischio che probabilmente predispongono all’insorgenza e alla cronicizzazione di un disturbo post-traumatico che sono rappresentati principalmente da alcuni elementi che si rinforzano reciprocamente tra loro, quali:
·         le caratteristiche proprie dell’evento traumatico, ad esempio il prolungamento alla sua esposizione e la gravità, oppure l’insorgere in concomitanza rispetto a problematiche personali particolarmente rilevanti.
·         le caratteristiche di personalità dell’individuo colpito dal trauma.
·         fattori ambientali che possono configurarsi come positivi per una risoluzione del problema o che, al contrario, riescono ad ostacolare gravemente le possibilità di una rapida guarigione.


Elaborazione dei vissuti traumatici

Dal punto di vista cognitivo sembra che l’evento traumatico sia in grado di attivare una condizione di stordimento alla quale segue un sovraccarico di informazioni che rende difficile o impossibile conciliare i dati connessi al trauma con gli schemi cognitivi pre-esistenti.
Le persone tenderebbero dunque a rigettare i nuovi contenuti legati al trauma come estremo tentativo di ristabilire l’equilibrio e una consonanza cognitiva tra vecchi schemi cognitivi e nuovi dati angosciosi rifiutati. Pertanto, sembra che spesso il trauma insorga in relazione all’azione di due processi contemporanei: il diniego dell’evento e la sua ripetizione compulsiva che tendono a opporsi fra loro per gestire l’angoscia, ma che interferiscono con la sana funzionalità dell’individuo (Horowitz M.J., 1986).
Per superare il grave disagio legato ad un evento traumatico occorre esprimere il trauma ed elaborarlo avendo l’opportunità di parlare a fondo della propria esperienza e dei suoi effetti in un contesto sicuro, al fine di disattivare le sensazioni disturbanti presenti in memoria e dar voce al malessere e senso di smarrimento che si è provato. E’ utile a questo proposito rievocare ogni elemento che turba emotivamente la persona, esprimendo e cercando di dare un significato a tutto il dolore che viene vissuto.
Una strategia da utilizzare potrebbe essere quella di riconoscere sentimenti e vissuti apparentemente contrastanti come sensi di colpa e vergogna per poterli accettare, gestendo difficoltà e rabbia al fine di rinforzare la propria autostima. In una cornice protetta è molto importante ricostruire la propria storia di vita che può favorire gradualmente la presa di consapevolezza delle proprie emozioni e delle modalità di funzionamento della propria mente, per ristrutturare gli schemi disfunzionali e leggere in modo nuovo le esperienze, recuperando flessibilità e plasticità.
La narrazione della nostra vita e degli eventi che l’hanno segnata ci permette di rileggerla alla luce di nuovi significati, integrando quelli che sono gli eventi realmente vissuti con le emozioni e sensazioni che abbiamo provato, acquisendo maggiore consapevolezza di noi stessi e degli altri. Uno degli obbiettivi principali di un buon lavoro terapeutico è sicuramente quello di promuovere la resilienza, la capacità di far fronte alle avversità della vita in modo costruttivo, comprendendo quanto è accaduto ed accade nel nostro mondo interiore come conseguenza di una esperienza dolorosa. Dunque solo entrando in contatto con la sofferenza, esprimendo le emozioni in un contesto sicuro e protetto, si può divenire consapevoli e superare il dolore del trauma.

Dott.ssa Roberta Schiazza 
Psicologa e Psicoterapeuta 
Esperta nella cura dell'ansia, dello stress e del trauma
Psicologa Chieti Psicologa Pescara Psicologo Chieti Psicologo Pescara

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