giovedì 17 luglio 2014

L'ascolto psicologico: cosa significa ascoltare?

L'ascolto psicologico come matrice di significati emotivi



"Parlare è un mezzo per esprimere sé stessi agli altri, 
ascoltare è un mezzo per accogliere gli altri in sé stessi."
Wen Tzu


Quando alcuni anni fa mi sono trovata a dover scegliere il nome per questo sito, ho pensato in modo libero e spontaneo ad uno spazio di ascolto. L'ascolto è ciò che pratico quotidianamente nella mia vita professionale e nei diversi contesti di lavoro. Ma ho specificato Ascolto Psicologico, una modalità di ascolto ben precisa e differente dal semplice ascoltare delle storie.  
Quando parliamo con un amico, lo ascoltiamo con interesse mentre ci racconta i suoi aneddoti, ma durante la conversazione spesso siamo impegnati a pensare alle nostre idee, ad organizzare la risposta, ad elaborare quello che vorrò condividere io con lui. All'interno di questo groviglio di pensieri dobbiamo anche mettere le nostre preoccupazioni, i nostri pensieri rispetto a ciò che faremo nell'ora successiva, le fantasie rispetto all'immagine che vogliamo mandare al nostro amico, ecc. Come vedete il momento dell'incontro con un amico non si configura come un ascolto psicologico, ma come uno spazio di condivisione che sicuramente sarà inquinato anche da altri pensieri.  .........................


Ascoltare non vuol dire solo sentire le parole dell'altro, ma l'ascolto deve rappresentare uno spazio psicologico per la persona, in cui viene percepito sia il contenuto della comunicazione sia lo stato emotivo sottostante. Solitamente non capita spesso di fare questa esperienza; al contrario questa esperienza di ascolto profondo è tipico di un approccio psicologico teso al benessere della persona e alla promozione della sua salute. Saper ascoltare in questa cornice diviene un lavoro psicologico molto complesso: per prima cosa è fondamentale operare una "Scissione Funzionale" che rappresenta una capacità dello psicologo di scindere quella che è la sua realtà psichica da quella della persona che si trova di fronte in seduta. E' necessario creare uno spazio mentale interno pronto ad osservare e ascoltare attivamente l'altro e la sua realtà. 



L'ascolto attivo: basi per la relazione terapeutica e per il cambiamento
Un ascolto psicologico profondo parte infatti dalla capacità di creare per l'altra persona uno spazio di ascolto, ponendoci in silenzio. Il silenzio non è qui inteso come distacco, ma si tratta di un silenzio di attenzione, empatico, un creare uno spazio confortevole nel quale la persona possa liberamente esprimersi. 
Affinchè avvenga un ascolto attivo è necessario, dopo aver ascoltato, interessarsi del racconto e della storia della persona, dei suoi problemi e delle difficoltà, attraverso l'utilizzo di domande aperte, che consentano la libera espressione della persona e la circolazione della conversazione in modo naturale. 
Quando si utilizza l'ascolto attivo è importante riformulare ciò che si è ascoltato e compreso. Questo è il passaggio fondamentale affinché la persona si senta realmente e profondamente compresa. Riformulare significa ripetere i contenuti di ciò che abbiamo ascoltato, accertandoci di aver capito, e specificare il punto focale, sottolineare gli aspetti salienti per la persona e cogliere gli aspetti emotivi del discorso. Se la persona si sente capita sicuramente si sentirà accolta e compresa, ma se sentirà anche accolto il suo stato emotivo sottostante le parole, potrà sentire il calore del terapeuta e il valore del messaggio. Si tende molto spesso a parlare di avvenimenti, situazioni, azioni, ma c'è un pò di difficoltà ad esprimere le emozioni provate, anche per un senso di pudore e di protezione della propria intimità. Il riconoscimento delle emozioni che sottendono le parole di una narrazione sono fondamentali affinchè si instauri una relazione terapeutica basata sulla fiducia e sulla sensazione di poter realmente avere uno spazio in cui esprimere sé stessi, senza giudizi. 
Tutto il processo di ascolto attivo dev'essere inoltre costellato da messaggi di incoraggiamento alla persona, che devono esprimersi soprattutto attraverso il linguaggio non verbale, come il contatto oculare, segni del corpo di incoraggiamento, ecc. 

Da un ascolto psicologico può nascere uno spazio per la comprensione dei vissuti dell'altro, dei suoi stati emotivi e della sua storia, una base necessaria per l'instaurarsi di una realtà terapeutica condivisa. 

Dott.ssa Roberta Schiazza
Psicologa Chieti Pescara
Tel. 340 0072355


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