mercoledì 1 febbraio 2012

ANSIA: impariamo a riconoscerla



L’ansia non è un fenomeno patologico in senso stretto. Si tratta di uno stato fisico che comporta un’attivazione dell’organismo e che sopravviene quando una situazione viene percepita soggettivamente come pericolosa. La parola “soggettivamente” è di fondamentale importanza poiché una situazione che mi può sembrare “normale”, un’altra persona può percepirla in modo del tutto differente, come pericolosa e fonte di incertezza.


L’ansia si caratterizza sia per dei vissuti psicologici sia per una serie di fenomeni neurovegetativi come l’aumento della frequenza del respiro (iperventilazione), del battito cardiaco (tachicardia), della sudorazione e vertigini. Questi fenomeni sono del tutto normali e funzionali per l’organismo che, ipotizzando di trovarsi in una situazione di pericolo, ha bisogno della massima energia muscolare a disposizione, per poter reagire in modo efficace ed immediato per garantirsi la sopravvivenza.


Dunque l'ansia non deve essere considerata solo come un disturbo o una difficoltà, ma costituisce una importante risorsa efficace in molti momenti della vita quotidiana per proteggerci dai rischi, mantenere alto lo stato di allerta.
Quando però la reazione e l’attivazione fisiologica risulta eccessiva, ingiustificata o sproporzionata rispetto alle situazioni, potremmo essere di fronte ad un disturbo d'ansia, che può rendere particolarmente difficoltosa la vita di una persona e renderla incapace di affrontare anche le situazioni più comuni. L’ansia può rappresentare l’espressione di un conflitto interno, un campanello d’allarme che il corpo attiva per proteggersi da un pericolo. Per affrontare un disturbo d'ansia nel modo più corretto è necessario cercare di comprendere le motivazioni che sottendono il malessere che viene espresso attraverso il corpo.

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