giovedì 2 luglio 2015

Come respirare per rilassarsi

Il respiro della mente: 
come la respirazione può aiutare a rilassarsi


Tutti siamo in grado di respirare in modo assolutamente naturale e spontaneo. Questa funzione naturale del nostro organismo in realtà è molto potente ma sottovalutata. 
Psicologo Chieti Psicologo Pescara
Come imparare a concentrarsi sul respiro? 

Non a caso la parola latina spiritus, la parola greca anemos, la parola italiana anima, hanno tutte la stessa etimologia comune: significano respiro o spirito. Quindi il respiro è una funzione vitale, che collega mente e corpo in un'unica sinfonia vitale. 

Porre attenzione al respiro consente di rallentare la mente, adattandola ai ritmi naturali del corpo. Siamo costantemente bombardati da stimoli visivi e uditivi: immagini, computer, internet, suoni, rumori, musica, non consentono ami alla mente di staccare e rilassarsi. Siamo sempre sotto stress e la mente ha bisogno invece dei suoi tempi, ritmi e spazi. 
Concentrarsi sulla consapevolezza del respiro è un'ottimo esercizio per ritrovare equilibrio, serenità e calma, ed è anche un modo per esplorare la mente e focalizzarsi su quella dimensione spirituale che ci contraddistingue come persone. 
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Quando proverai a concentrarti sul respiro per la prima volta, potrà capitarti di sorprenderti...come è successo a me. Quando ho provato per la prima volta ad ascoltare il mio respiro, ho iniziato ad avere difficoltà. Il respiro è diventato faticoso, e ho sentito aumentare la tensione. Strano vero? Ma comprensibile. 
Mentre cercavo di ascoltare il respiro ho tentato, in modo inconsapevole, di controllarlo. Questo primo tentativo di controllo mi ha fatto salire la tensione...esattamente ciò che tentavo di evitare e di controllare! 

In seguito ho capito che il problema era proprio quello: il CONTROLLO.
Quando ci si allena alla consapevolezza del respiro, nelle fasi iniziali non si deve cercare di adottare nessun tipo di controllo. Si deve al contrario, semplicemente ascoltare, percepire ciò a cui non diamo mai importanza o ascolto. 
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E' come quando si impara ad andare in bicicletta: più cerchi di evitare il palo, più sarà certo che ci andrai contro. Ogni piccolo gesto è pieno di tensione nel tentativo di controllare; ma nel momento in cui ci penserai meno, la cosa diventerà semplice ed automatica! 

Nei primi momenti dunque prova ad ascoltare il tuo respiro, senza fare nulla. Limitati a registrare le sensazioni che provi. Nota cosa succede quando l'aria entra nel tuo corpo, come la gabbia toracica si alza  e si abbassa quando l'aria esce dal corpo. Concentrati ed immagina l'aria come un flusso che entra dal naso ed esce dalla bocca. Non cercare di cambiare nulla, ma ascolta, segui in assoluta tranquillità. 

Potresti accorgerti come alcuni respiri sono più profondi, altri più lunghi e lenti, altri brevi. A volte l'aria potrà riempire il tuo addome, altre volte riempirà solo la parte alta dei polmoni. Concentrati sul respiro, e potrai notare come l'aria esce dalla tua bocca, a volte in modo delicato, come un soffio leggero, altre volte come un profondo sospiro.


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Trascorri qualche minuto ad esplorare la tua respirazione, ad ascoltare il ritmo regolare del tuo respiro. 

Hai scoperto qualcosa di nuovo? I respiri sono tutti uguali o ci sono delle differenze? Hai notato come nella mente si presentavano delle immagini spontanee? Ti è capitato di distrarti? Non è un problema, se dovesse succedere limitati a registrare questa cosa, e dolcemente, senza giudizi o rimproveri, riporta l'attenzione sul respiro. 

Quando avrai imparato ad ascoltare e conoscere il tuo respiro, potrai cominciare a provare degli esercizi: potrai contare i secondi in cui l'aria entra nel tuo corpo e poi contare quando esce. Potrai rallentare il ritmo respiratorio, e utilizzare la respirazione profonda Respirazione Diaframmatica.

Dott.ssa Roberta Schiazza
Psicologa Chieti Pescara
roberta.schiazza@libero.it
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