domenica 8 marzo 2015

La meditazione plasma il cervello


"Tre mesi di intensa meditazione possono portare la mente di una persona ad essere molto più attiva e concentrata, e a cogliere fatti, immagini o suoni che, normalmente, ci è quasi impossibile cogliere" (Riza 2007).

Secondo il Dott. Richard Davidson, Neuroscienziato dell'Università del Wisconsin, la meditazione può realmente produrre dei cambiamenti nel cervello tali da permette un maggior controllo e sviluppo di capacità inaspettate. 
Il Dott. Davidson ha affermato: "Alcune caratteristiche della mente che si credevano assolutamente immutabili, in realtà possono subire profondi cambiamenti, con esercizi praticati regolarmente. Già è noto che l'esercizio può aumentare le capacità del proprio corpo, ma ora le nostre ricerche dimostrano, senza ombra di dubbio, che con l'esercizio è possibile aumentare anche la capacità mentale. 


Ognuno di noi infatti ha una limitata capacità mentale e per questo possiamo prestare attenzione solo ad un determinato numero di stimoli, infatti se ci vengono mostrate due immagini contemporaneamente, la nostra mente ne registra solo una; questo fenomeno viene chiamato "cecità dell'attenzione". Però di contro, alcune volte riusciamo a prestare attenzione a più stimoli nello stesso momento, accade di rado, ma questo permette di avere una prova empirica del fatto che probabilmente non utilizziamo tutte le capacità mentali potenziali. 

Il Dott. Davidson grazie alla sua ricerca scientifica ha potuto dimostrare che le persone che praticavano la meditazione per circa 40 minuti al giorno, subivano dei cambiamenti rilevanti nelle zone del cervello deputate all'attenzione. Inoltre le prestazioni di queste persone erano notevolmente migliorate riguardo la capacità di prestare attenzione a più stimoli contemporaneamente. 

E' stato anche notato come questo studio apre la strada anche a delle applicazioni cliniche rilevanti: attualmente moltissimi bambini soffrono di un disturbo denominato ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), una patologia che ostacola il normale svolgimento delle attività a causa di gravi deficit nell'attenzione e nella capacità di concentrazione e calma. Questo disturbo colpisce dal 3% al 5% dei bambini, portando secondariamente a diversi problemi riguardo il rendimento scolastico, le difficoltà nel gioco e nella socializzazione, disagi nell'ambiente familiare, abbassamento dei livelli di autostima. 
La pratica della meditazione potrebbe rivelarsi molto efficace nel trattamento dei bambini con Disturbo da attenzione e iperattività (ADHD), portando dei benefici dovuti al potenziamento dell'attenzione, aspetto carente nella sindrome ADHD. Inoltre la meditazione induce uno stato naturale di calma e rilassamento, permettendo di rivolgere lo sguardo alla dimensione interiore, in cui i bambini con ADHD si sentono più fragili. 

La pratica della meditazione potrebbe essere molto utile ed efficace in moltissimi contesti diversi: negli ambienti lavorativi particolarmente stressanti, nelle scuole per la prevenzione dello stress e dell'ansia sia nei ragazzi che nei docenti, nei luoghi di cura come ospedali e cliniche, per favorire una veloce riabilitazione e promuovere la salute negli operatori e nei pazienti. 

Dott.ssa Roberta Schiazza (psicologa e psicoterapeuta)
Esperta in tecniche di rilassamento psicofisico
Per informazioni e contatti: 3400072355
Mail:  roberta.schiazza@libero.it
Psicologo Chieti Psicologo Pescara

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