giovedì 13 novembre 2014

Come gestire le emozioni

Si parla moltissimo di come sia importante gestire le emozioni, come fossero necessariamente qualcosa da dover controllare o addirittura allontanare. 
Ma vediamo un attimo cosa sono le emozioni: 


Le emozioni hanno un grande valore biologico per l'essere umano e forse in altre epoche e contesti rappresentavano una risorsa: se immagino un uomo nella savana intento a salvarsi la vita, la paura e la rabbia, sono emozioni indispensabili per la sua sopravvivenza, poiché gli indicheranno eventuali pericoli e guideranno la sua motivazione. 


Possiamo facilmente intuire come, nella nostra società moderna, alcune emozioni non sono indispensabili per la sopravvivenza e al contrario, a volte, rappresentano addirittura un ostacolo per il raggiungimento dei nostri obiettivi. Immaginiamo un colloquio di lavoro: se ci facciamo prendere dalla paura di non essere all'altezza, non saremo mai in grado di mostrare le nostre doti e competenze, ostacolandoci senza volerlo. 

Dunque l'evoluzione ci ha dotati in quanto esseri umani, di strumenti potentissimi come le emozioni, ora dobbiamo imparare a riconoscerle ed utilizzarle nei momenti appropriati. 
Non credo ci siano regole generali, o formule magiche, si tratta di riconoscere ciò che succede dentro di noi e non averne paura. 
Credo che questa sia la chiave: quando si prova un'emozione si sente che c'è qualcosa che si smuove, che cambia dentro di noi, che in fondo ci fa sentire vivi. Alcune persone potrebbero spaventarsi nel sentire tutto questo, non per loro mancanze, ma più probabilmente per il modo in cui si è abituati ad esprimere ciò che si prova e ad affrontarlo.

Fin da bambini nessuno ci ha insegnato a prestare attenzione alle nostre emozioni, solitamente appena un bambino piange, sia per noia, per dolore, fastidio o capriccio, si tende a voler annullare, neutralizzare e allontanare qualsiasi vissuto di dolore. Come se per stare bene bastasse non piangere. Sappiamo tutti che non è così. 

Apprendere un modo totalmente nuovo di considerare le emozioni è possibile, se si cambia il punto di osservazione: le emozioni non più viste come qualcosa di strano e spaventoso, ma come un valore, un dono prezioso, da utilizzare per il nostro benessere.



1) La prima cosa importante da fare è RICONOSCERE e DARE UN NOME all'emozione: non esiste un numero infinito di emozioni, ma ce ne sono alcune basilari, come la paura, tristezza, gioia, rabbia, disgusto, vergogna. Quando si sente il sopraggiungere di un'emozione, solitamente quelle che spaventano sono negative, la prima cosa da fare è dargli un nome, se necessario prendere un foglio e scrivere l'emozione che si sta provando.

2) Operare una DISTINZIONE tra pensiero ed emozione: mentre si è in ansia per un esame e si ha paura, può insorgere nella mente il pensiero di non aver studiato tutto e di non potercela fare. Se ci si concentra sul pensiero, si può peggiorare l'ansia provata, perché non si presta attenzione all'emozione, ossia la normale e comprensibile paura dell'esame. La paura di affrontare un esame, è qualcosa di totalmente diverso dal dirsi "non sono in grado, non ce la farò mai." 

3) ACCOGLIERE i cambiamenti del nostro corpo e le comunicazioni della mente: se appena provo un'emozione negativa, il mio primo pensiero è di allontanarlo, non farò altro che amplificarlo. Se vi dicessi, non guardare la tastiera del computer, molti involontariamente la guarderanno, vero? :D  Questo accade perché la nostra mente non riconosce il negativo, ecco perché le negazioni dovrebbero essere evitate. Quando si sente un'emozione che sta arrivando, piuttosto che cercare di pensare ad altro, è più funzionale ascoltare cosa sta cambiando dentro di noi, prestare attenzione a ciò che ci succede e se necessario fermarci un attimo e provare l'emozione. 

Buona alfabetizzazione emotiva a tutti dalla Dr.ssa Roberta Schiazza!!

Psicologa Chieti Pescara

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