martedì 14 ottobre 2014

Violenza sulle donne: emergenza sociale

L'attualità ci mette di fronte quotidianamente a notizie di femminicidi e violenze sulle donne che sembrano essere diventati molto frequenti. Ci si chiede spesso cosa stia succedendo nell'animo di alcuni uomini che perpetrano violenze e che vivono in modo ossessivo e possessivo relazioni assolutamente infelici. Quello che sentiamo nei telegiornali sono solo la punta dell'iceberg di un problema enorme se solo si pensa che il 33% delle donne è vittima di violenza. I numeri fanno davvero paura ed è ormai un'urgenza occuparsi seriamente del problema e cercare di diffondere una cultura della prevenzione. 



COSA SI INTENDE PER VIOLENZA?

La violenza contro le donne si può manifestare in forme diverse. 
  • Esiste la violenza fisica, che apparentemente indigna maggiormente per l'impatto immediato che crea; 
  • c'è la violenza sessuale a cui un'enorme quantità di donne nel mondo sono sottoposte in un doloroso silenzio. 
  • Esiste una violenza di tipo economico, in cui il partner ostacola l'indipendenza della donna attraverso un controllo dal punto di vista economico, in modo che qualsiasi richiesta della donna debba essere sottoposta al vaglio del partner. 
  • Infine c'è la violenza psicologica, forse la forma più subdola ma non meno traumatica, in cui il partner perpetua continue critiche, insulti, umiliazioni anche di fronte ai figli, a parente e amici, anche attraverso minacce ripetute che incutono terrore nella donna. 


Tutte queste forme di violenza producono ferite nel corpo e nell'anima della donna, che inevitabilmente riporta delle gravi conseguenze da un punto di vista psicologico. 
Anche quando la violenza non ha prodotto danni a livello fisico, le donne che hanno avuto esperienza di comportamenti violenti e controllanti riportano bassa autostima, si sentono impotenti e deboli, fallimento, sensi di colpa, inutilità
Le donne che hanno subito violenze e maltrattamenti, a livello clinico hanno altissime probabilità di sviluppare stati depressivi, disturbo post traumatico da stress, fobie, ansia, disturbi del sonno, disturbi del comportamento alimentare, difficoltà emotive e relazionali.

Spesso le violenze vengono perpetuate all'interno del nucleo familiare, innescando una trappola a livello psicologico che crea profondi disagi emotivi, sono costrette al silenzio e alla segretezza, arrivando a sperimentare paura e terrore costanti; le loro emozioni vengono messe da parte, allontanate poiché l'attenzione è rivolta alle esigenze del partner abusante e violento, per cercare di sopravvivere alla situazione. 
Questi vissuti esistenziali ed emotivi portano le donne a isolarsi e a sentirsi abbandonate a livello sociale; sentono di non poter chiedere e ricevere aiuto da nessuno, si sentono tradite e non si fidano degli altri. L'isolamento sociale inoltre è un altro modo per l'uomo di controllare la donna e continuare ad abusare di lei. 

GLI EFFETTI SULLE MADRI E LA VIOLENZA ASSISTITA

Le violenze perpetrate all'interno della famiglia coinvolgono inevitabilmente anche i figli: le donne maltrattate perdono la fiducia nelle loro capacità come madri, hanno paura e credono di non poter proteggere i loro figli e sperimentano sensazioni di fallimento. 
Inoltre esiste anche il fenomeno della violenza assistita, dove i maltrattamenti vengono effettuati alla presenza di figli, che riportano gravi conseguenze psicologiche. Assistere a maltrattamenti crea dei traumi emotivi nei bambini, che sperimentano paure nei confronti del genitore violento e terrore rispetto alla sicurezza delle loro madri. Durante le fasi dello sviluppo i bambini potrebbero anche identificarsi nella persona violenta e a lungo termine sviluppare problemi legati al controllo degli impulsi e divenire a loro volta adulti violenti. 


FALSI STEREOTIPI ... Non è vero che ...

NON è vero che “La violenza domestica è presente in contesti familiari culturalmente ed economicamente poveri”
La violenza e i maltrattamenti colpiscono il 35 % delle donne nel mondo e sono fenomeni assolutamente trasversali e non riguardano solo fasce sociali svantaggiate, non sono legate alle scelte religiose o usanze. 

NON è vero che “La violenza è causata da occasionali e sporadiche perdite di controllo”
La maggior parte degli atti violenti è premeditata, non sono atti singoli e sporadici, ma tende a creare un clima di controllo e paura costante nella donna.

NON è vero che “La violenza domestica è causata dall’assunzione di alcool o droghe”
L'uso di sostanze non è la causa dei comportamenti di violenza e maltrattamento ma possono in alcuni casi essere un'aggravante. 

NON è vero che "I partner violenti hanno problemi psichiatrici"
Nella maggior parte dei casi gli uomini violenti non hanno una patologia psichiatrica e dunque sono capaci di intendere e di volere.

NON è vero che "E' successo solo un paio di volte, ma mi ha chiesto scusa, poi non lo farà più" oppure "Riuscirò a cambiarlo, quando arriveranno i bambini cambierà"
Quando una persona è violenta, maltrattante, abusante ha un problema grave che si esprime nelle relazioni; può essere un bravissimo collega, amico, parente, ma all'interno della relazione di coppia ha sviluppato una modalità assolutamente disfunzionale di stare in rapporto con la compagna usando la violenza. Questo problema non viene risolto con il tempo o con l'arrivo dei figli o con la pazienza della donna. 
E' la manifestazione di un disagio emotivo serio che ha la necessità di essere curato attraverso una terapia psicologica mirata di lunga durata. Esistono anche dei gruppi di supporto per uomini maltrattanti, che ottengono dei buoni risultati, grazie a dei programmi terapeutici che utilizzano il supporto in gruppo. 

Dott.ssa Roberta Schiazza
Psicologa esperta in dinamiche relazionali
Psicologa Chieti Pescara
V.le Benedetto Croce 557 Chieti zona Università
roberta.schiazza@libero.it

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