lunedì 14 luglio 2014

Comunicazione non verbale 2

La comunicazione non verbale - Parte II


Come abbiamo visto nel precedente articolo, la comunicazione non verbale rappresenta uno dei modi più efficaci ed inconsapevoli, attraverso cui il corpo esprime i vissuti emotivi. Abbiamo già visto come la distanza e lo sguardo inviino delle informazioni al nostro interlocutore e ora cercherò di approfondire altri aspetti della comunicazione non verbale legata alle espressioni del volto e alla gestualità.

Espressioni del viso


Il volto è un veicolo di comunicazione molto potente e trasmette l'emotività, gli atteggiamenti e segnali legati al discorso.
Sul volto umano, come su di una tela, le emozioni colorano e si rappresentano in base alle diverse espressioni: in moltissime ricerche è stato dimostrato che le emozioni sono caratterizzate infatti da una specifica espressione del viso.  .........


Per esprimere felicità o rabbia, gli esseri umani, in modo universale, mettono in movimento gli stessi muscoli facciali, indipendentemente dalla cultura di provenienza. Attraverso ricerche antropologiche è emerso chiaramente che persone, di paesi e culture estremamente differenti e lontane, sono in grado di riconoscere e distinguere chiaramente le emozioni di base guardando una fotografia con il volto di una persona che esprime un'emozione. Le emozioni infatti hanno un'espressività particolare che viene riconosciuta in modo universale e per tale ragione la comunicazione non verbale che si esprime attraverso il volto è molto importante: fornisce informazioni e feedback sul nostro interlocutore e ci consente di intuire le sue emozioni, stati d'animo e pensieri.
La comunicazione non verbale che si esprime attraverso il volto non è di facile accesso alla nostra coscienza: siamo quasi del tutto inconsapevoli della nostra mimica facciale e non ne abbiamo il controllo. Basti pensare a quando ci troviamo in imbarazzo e il nostro volto arrossisce esprimendo l'emozione che proviamo in modo inequivocabile. E' chiaro quindi che è difficile gestire la comunicazione non verbale che passa attraverso il nostro volto, poiché è una via privilegiata ed immediata di espressione emotiva. Per imparare dunque a gestire il nostro volto dovremmo imparare a gestire l'emotività che proviamo. 


Gestualità


I gesti hanno una duplice funzione in quanto accompagnano e danno pathos al discorso; inoltre come tutto il nostro corpo ci permettono di esprimere emozioni e stati d'animo. La gestualità è un aspetto piuttosto complesso della comunicazione non verbale e gli esperti ne hanno individuate diverse tipologie.
Esistono i gesti illustratori che vengono utilizzati al fine di accompagnare un discorso, enfatizzando e sottolineando quanto viene detto. Molta attenzione va prestata ai movimenti delle mani, che sono usati per indicare, mostrare, mimare, ma un loro uso eccessivo durante un discorso può creare disagio e fastidio nell'interlocutore, in particolare durante presentazioni pubbliche. 
Un uso consapevole e appropriato della gestualità delle mani consente di aggiungere chiarezza e vivacità al discorso ed è tipico di persone più estroverse. 
Sono stati individuati i gesti espressivi che sono principalmente legati alle emozioni, come il coprirsi il viso quando si prova vergogna, toccarsi il volto mentre si prova imbarazzo, stringere i pugni come espressione di rabbia e disaccordo. 
I gesti forse più studiati sono gesti rivelatori, per la maggior parte inconsapevoli e solitamente contrastano con ciò che si sta dicendo, contraddicendo il messaggio verbale. I gesti rivelatori sono stati studiati ed approfonditi da Ekman (1989) e venivano considerati come rivelatori della menzogna. Questo tipo di gestualità coinvolge piccole parti del viso o riguardano micro movimenti che vengono compiuti al di fuori della nostra coscienza e per questo molto difficili da controllare. 

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Dott.ssa Roberta Schiazza Psicologa Chieti - Pescara
340.0072355
roberta.schiazza@libero.it

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